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Un lago alpino nel mezzo dell'Umbria dei prodigi
Piediluco è un pittoresco centro il cui nome significa “ai piedi del bosco sacro”. Con un assetto rimasto quello del medioevo, con le sue basse casette colorate, è in realtà dislocato nello stretto lembo di terra che corre tra il lago ed il monte. Il lago, incassato tra rilievi boscosi, ha l’aspetto di uno specchio d’acqua alpino.
Il Lago di Piediluco è il secondo lago naturale dell’Umbria dopo il Trasimeno: 1,52 chilometri quadrati racchiusi tra i monti Luco e Caperno, con circa 13 km di sponde. Si trova intorno ai 370 metri di quota, all’estremità sud della regione, quasi interamente nel comune di Terni. È quel che resta dell’antico Lacus Velinus, e da qui parte l’acqua che alimenta la Cascata delle Marmore. In questa pagina: la posizione, cosa vedere e cosa fare, il giro in battello, la balneabilità e come unire lago e Cascata in un viaggio.
Dove si trova il Lago di Piediluco
Il Lago di Piediluco si trova in Umbria, quasi tutto in provincia di Terni, all’estremità meridionale della regione, sul confine con il Lazio. Il borgo di Piediluco è una frazione di Terni, e oltre il confine regionale il lago tocca il comune di Labro. Il lago è stretto tra il monte Luco, sormontato dalla Rocca, e il monte Caperno, che gli abitanti chiamano “la montagna dell’Eco”. La Cascata delle Marmore è vicina: dal parco dei Campacci di Marmore si arriva in bici al lago in poco più di cinque chilometri. La Via di Francesco passa di qui nella tappa che arriva da Arrone e tocca anche la Cascata. Da Terni c’è anche la linea E624 di Busitalia, con fermate in paese e al lago.
Il secondo lago naturale dell'Umbria
Solo il Trasimeno, tra i laghi naturali dell’Umbria, supera per estensione il Lago di Piediluco. Su appena 1,52 chilometri quadrati il lago sviluppa circa 13 km di sponde: è il rapporto fra superficie e perimetro a dire quanto la riva sia frastagliata, con i bracci allungati tra i rilievi. La quota è intorno ai 370 metri e la profondità arriva a circa 20 metri. L’immissario è il rio Fuscello, ma a regolarlo sono i canali collegati al Velino e al Nera: i limnologi lo classificano come lago fluviale a livello regolato. Dal 1929 le sue acque servono la centrale idroelettrica di Galleto, allora la più grande d’Europa, e da questo sistema dipende il rilascio che “accende” la Cascata delle Marmore.
La storia di Piediluco e del Lacus Velinus
Il paese è dominato dai resti della Rocca: un castello dei primi anni del Mille, trasformato in fortezza tra il 1364 e il 1368 da Blasco Fernandez di Belviso, parente del cardinale Albornoz. Ormai in parte in rovina, il castello rimane pur sempre superbo ed imponente.
Si è ipotizzato che nel periodo della sua massima estensione il lago Velino abbia ricoperto la quasi totalità della piana reatina, spingendosi sino al ciglione delle Marmore. Per bonificare la piana, resa acquitrinosa e malsana dalle frequenti inondazioni, nel 271 a.C. il console romano Curio Dentato fece scavare nella roccia un canale a cielo aperto (lungo circa 2 chilometri) che, partendo dal braccio occidentale, portava le acque fino al ciglione di Marmore, da dove ancora oggi precipitano nel sottostante fiume Nera. Nacque così la Cascata delle Marmore, la più alta d’Europa con i suoi 165 metri di altezza. Il prosciugamento del ‘Lacus Velinus’, grazie alla costruzione artificiale della Cascata delle Marmore, ha modificato l’intero ecosistema della zona.
Piediluco è un piccolo borgo di origine medievale che si affaccia sul lago omonimo.
Scavi archeologici nella zona hanno permesso di ritrovare resti di insediamenti risalenti alla tarda Età del Bronzo. In seguito venne conquistata dai Sabini e, a partire dalla metà del III secolo a.C., passò ai romani. In un documento del 1028 si citano il Castello de Luco (sulla sommità del monte della Rocca, dal latino lucus, bosco sacro) e la curtem de Postro (in riva al lago), come un possedimento di tale Bernardo D’Arrone, feudatario del luogo, che lo concede ai monaci dell’abbazia di Farfa. La Rocca era caratterizzata da un mastio con torre quadrangolare, di cui ora rimangono solo i resti. In basso sorgeva un piccolo villaggio, nella zona chiamata il Colle.
Nel 1208, san Francesco passò a Piediluco. Nel 1244 Federico II concesse quei luoghi ai Brancaleoni, che fortificarono il castello. Le successive vicende storiche videro diverse famiglie a capo del paese sotto la protezione dei vari pontefici. Tra il Settecento e la fine del ‘900 Piediluco ottenne un grande balzo di notorietà grazie al fatto di essere spesso inserito nel Grand Tour assieme alla visita alle cascate delle Marmore. Famoso il dipinto di Corot. Negli anni ’60 Piediluco ha vissuto un periodo di splendore ospitando numerosi divi del cinema tra cui Brigitte Bardot immortalata dal fotografo ternano Valentini sulle rive del lago.
Cosa vedere a Piediluco
Piediluco si visita a piedi in poche ore. Le tappe da non perdere sono tre: il borgo di pescatori con le case colorate sul lungolago, la chiesa di San Francesco e la salita alla Rocca. L’abitato conserva l’impianto medievale, con le stradine strette ai piedi del monte Luco e le piazzette aperte sull’acqua. Sulla strada principale si affaccia il Santuario di San Francesco, chiesa gotica terminata nel 1338 in ricordo dei passaggi del santo. La facciata in pietra è decorata da bassorilievi di pesci e barche. Sopra il paese sopravvivono le mura e i resti del mastio della Rocca albornoziana. Ci si arriva con una passeggiata nel bosco. Lungo la salita il lago compare a scorci tra i pini. Dalla riva si riconoscono le “piramidi del lago”, le due colline triangolari che chiudono lo specchio d’acqua. Sul monte Caperno il sentiero sale alla Madonna dell’Eco in mezz’ora. Nei ristoranti del lungolago si assaggiano i carbonaretti, il piatto tipico del borgo a base di pesce di lago. Con più giorni si aggiungono la Cascata, Terni, Narni e la Valnerina: le raccogliamo in Piediluco e dintorni.
Cosa fare a Piediluco
Piediluco si vive sull’acqua e intorno all’acqua, in ogni stagione: pesca, battello, canottaggio, sentieri, bici e bagno.
Pesca sportiva
Carpa, tinca, anguilla, scardola, luccio reale, alborella, coregone, trota iridea, trota fario, persico sole, persico reale, cavedano. Gli appassionati di pesca sportiva, a Piediluco, hanno solo l’imbarazzo della scelta. Basta decidere cosa pescare e individuare la tecnica più consona, anche in base al periodo dell’anno, e il divertimento è assicurato. Il tutto in un suggestivo scenario naturalistico che fa di questo lago uno dei più belli dell’Italia centrale.
Il giro del lago in battello
Se si amano i bei paesaggi lacustri e la scoperta di piccole insenature la cui esistenza, da riva, appare del tutto insospettabile, mentre tra i fitti canneti del lago i bagliori solari vengono riflessi dalle increspature della superficie acquea, quello che fa per voi è il giro del lago in battello. Un’occasione unica per scoprire questo splendido lago da un punto di vista privilegiato, accompagnati da guide locali, esperti conoscitori dei segreti del lago come nessun altro, al vostro servizio.
Il battello parte dal pontile della Spiaggia Miralago, in via Noceta, dentro il borgo. Porta fino a 45 persone e percorre tutto il perimetro del lago. Giorni di partenza e tariffe cambiano con la stagione: meglio chiederli all’operatore o a noi. L’escursione è inclusa nel nostro pacchetto L’acqua tra fragore e silenzio, due giorni tra Cascata e lago con una notte a Piediluco.
Canottaggio
Se la Federazione Italiana Canottaggio ha scelto proprio il lago di Piediluco come sede del Centro Nazionale di Canottaggio “Paolo d’Aloja”, il motivo sta nelle acque calme e riparate dai monti, ideali per il canottaggio. Qui alloggia e si allena la nazionale olimpica di canottaggio, e a Piediluco si organizzano meeting internazionali. Si può provare anche senza essere atleti, con il nostro corso di canottaggio a Piediluco.
Trekking e mountain bike
Dagli amanti degli scorci mozzafiato a chi predilige i trekking storici, dagli instancabili del trekking a chi ama passeggiate in bici, il lago di Piediluco ha in ogni caso la risposta a quello che state cercando. Le rovine della rocca albornoziana che troneggia sul lago, un tempo dimora del Signore Blasco da Belviso, sono meta obbligata di ogni escursione, a piedi o in biciletta, per chi vuole unire il fascino della storia a un meraviglioso panorama da cartolina. Ma anche i romantici camminatori hanno il loro rituale obbligato alla montagna dell’Eco, dove possono gridare il nome dell’amata/o e ascoltarlo risuonare; e a Terni c’è la basilica di San Valentino, patrono degli innamorati.
Cicloturismo
Piediluco è punto di partenza e di arrivo di numerosi percorsi di MTB, dai più semplici attorno al lago a quelli più difficili ma interessanti come la Greenway del Nera, un anello completamente segnalato di 180 km. Per quanto riguarda la bici da corsa, Piediluco è il punto di partenza e di arrivo di tre anelli cicloturistici per tutte le gambe: il giro dei laghi, il giro dei santuari francescani e la scalata del Terminillo, ed è anche uno dei rando point del Grand Tour Rando, il percorso del brevetto cicloturistico permanente dell’Umbria che, con i suoi 320 km, collega tutti i punti di maggiore interesse del territorio. È un percorso turistico segnalato destinato alla mobilità dolce, su strade secondarie con poco traffico. Percorrendolo con qualsiasi mezzo, in modalità lenta, è possibile raggiungere i maggiori punti di interesse del territorio e apprezzare il paesaggio dai migliori punti di vista. Il primo weekend di settembre si svolge la randonnée cicloturistica. Per pedalare attorno al lago e nei dintorni con noi ci sono il bike tour tra Narni e Piediluco e il pacchetto bike con soggiorno all’Hotel del Lago.
Nuoto
Chi, soprattutto d’estate, non riesce ad avvicinarsi a uno specchio d’acqua senza tuffarvisi immediatamente, può stare tranquillo: il lago di Piediluco è balneabile, e se il colore delle acque, nei periodi più caldi, assumerà tonalità rossastre non abbiate paura; è un fenomeno naturalissimo dovuto alla enorme proliferazione di alghe e piante acquatiche nelle acque del lago. ARPA Umbria monitora cinque punti di balneazione: Ara Marina, Comunanza, Eco, Piediluco centro urbano e Sirenetta. Tutti e cinque risultano “eccellenti” nel quadriennio 2022-2025, e la stagione balneare va dal 1° maggio al 30 settembre. Prima di un bagno conviene controllare le ordinanze del Comune sul Portale Acque del Ministero della Salute: singole zone possono essere chiuse.
Domande frequenti sul Lago di Piediluco
Il borgo di pescatori con le case colorate sul lungolago, il Santuario di San Francesco del 1338 e i resti della Rocca sul monte Luco, con il lago che compare tra i pini lungo la salita. Poi il battello e, a pochi chilometri, la Cascata delle Marmore.
Tariffe e giorni di partenza cambiano con la stagione: chiedili all’operatore del battello, che parte dal pontile della Spiaggia Miralago. In alternativa la navigazione è inclusa nel nostro pacchetto “L’acqua tra fragore e silenzio”.
È naturale: è ciò che resta dell’antico Lacus Velinus. Il livello, però, è regolato dall’uomo con i canali verso il Velino e il Nera e con la centrale di Galleto. È lo stesso sistema che regola il rilascio d’acqua della Cascata delle Marmore.
La più nota riguarda la montagna dell’Eco: un antico druido avrebbe imprigionato tra questi monti le parole di un amore impossibile. L’eco che risponde a chi grida sul lago sarebbe quella voce. Un’altra parla di un drago nelle paludi del Velino, sconfitto con la bonifica della piana.
Sì. ARPA Umbria controlla cinque punti di balneazione, tutti “eccellenti” nel quadriennio 2022-2025, con stagione dal 1° maggio al 30 settembre. Singole zone possono essere chiuse da ordinanze del Comune: verifica sul Portale Acque del Ministero della Salute.
Tocca i 20 metri nel punto più profondo e si trova intorno ai 370 metri di quota. La superficie è di 1,52 chilometri quadrati, con sponde intorno ai 13 km: è il secondo lago naturale dell’Umbria dopo il Trasimeno.
Pochi chilometri: dal parco dei Campacci di Marmore, in bici, se ne fanno poco più di cinque per arrivare al lago. A piedi, la Via di Francesco collega Cascata e Piediluco. Si visitano in un giorno, o in due con una notte sul lago.
Da maggio a settembre per bagno, battello e sport d’acqua. La primavera è per i sentieri e per i meeting internazionali di canottaggio, l’autunno per la Cascata e i boschi che cambiano colore. In inverno il borgo è tranquillo e la luce sul lago è radente.
Vivi la Cascata e il lago in due giorni
Vuoi vedere la Cascata delle Marmore e navigare il Lago di Piediluco senza pensare a orari e prenotazioni? Il pacchetto L’acqua tra fragore e silenzio unisce in due giorni l’ingresso alla Cascata, il battello, una cena e una notte a Piediluco. Per un viaggio su misura, scrivici.
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