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La Conca Ternana e l'Amerino

La meta ambita dai viaggiatori del Grand Tour; la valle incantata dei pittori "en plein air" che a cavallo del 1700 e 1800 l'hanno scelta come paesaggio da ritrarre per raccontare un'Italia seducente; la valle del Nera e dei tesori nascosti di una storia ultra millenaria di un territorio fantastico, fuori dai luoghi comuni e tutto da scoprire.




Terni è circondata da monti su cui si affacciano suggestivi paesini medievali come Stroncone, Cesi, Miranda, Collescipoli nella cui chiesa di Santa Maria si trova il prezioso organo Hermans. Oltre il crinale dei rilievi si incontrano il suggestivo centro medievale di San Gemini e poi Acquasparta con l’elegante Palazzo Cesi: ambedue le cittadine sono rinomate per le loro acque minerali. Sito archeologico di grande rilevanza è Carsulae, antica città romana ricca di monumenti. Fanno parte del comune di Terni ma geograficamente compresi nella Valnerina, sono i grandi spettacoli della natura della Cascata delle Marmore, del Parco Fluviale del Nera e del lago di Piediluco. Fra le più importanti manifestazioni che sono organizzate nella città merita senza dubbio un nota particolare la rievocazione di tradizioni popolari del Cantamaggio. Terni, capoluogo di provincia, è la patria di San Valentino ed è soprannominata la 'Manchester Italiana' per la presenza di numerose fabbriche sin dalla seconda metà dell’800. Il nome sta ad indicare, l'antica Interamna Nahartium, ovvero la “terra tra due fiumi” e vi nacque lo scrittore romano Cornelio Tacito. Oggi Terni conserva l’appellativo di “città dinamica” datogli durante il fascismo nella quale l'arte moderna e l'assetto contemporaneo si mescolano con la storia antica della città.



L’arte moderna trova il suo apice nello splendido obelisco di Arnaldo Pomodoro conosciuto come “Lancia di Luce” e realizzato nel 1995. All'architetto italiano Mario Ridolfi (1904-1984) si deve, invece, la conosciutissima fontana di piazza Tacito (1932), corso del Popolo e largo villa Glori.  Capolavori della pittura si ammirano nella Pinacoteca Comunale ove emerge la Pala dei Francescani di Piermatteo d’Amelia. Nella Basilica di San Valentino sono custodite le reliquie del Santo, vescovo della città martirizzato nel III secolo d.C., oggi eletto in tutto il mondo patrono degli innamorati. Tracce del passato trovano documentazione nella raccolta di reperti archeologici esposti nel Museo Archeologico, mentre la Grande Pressa delle Acciaierie ternane, che campeggia davanti alla Stazione Ferroviaria, testimonia il protagonismo della città durante la Rivoluzione Industriale dell’800.
La storia di Narni è molto antica e la città deve la sua nascita agli antichi romani che, nel 299 a.C., vi fondarono una colonia con il nome di Narnia. Le prime notizie storiche su Narni risalgono al 600 a.C. Il territorio, attraversato dall’antica via Flaminia, presenta tuttora notevoli siti archeologici come Ocriculum, nel comune di Otricoli, e l’imponente ponte di Augusto, costruito nel 27 a.C per una lunghezza di 160 m e un'altezza di 30. Una delle mete più amate dai poeti e pittori del Grand Tour. A Narni rivive intatta l'atmosfera del Medioevo con la coinvolgente Corsa all’Anello e nella piazza dei Priori, attorniata da antichi palazzi. Il Palazzo Comunale risale al 1275 e fu costruito, probabilmente, da Gattapone da Gubbio. Durante il rinascimento la città raggiunse il massimo splendore e fu frequentata da numerosi artisti quali il Rossellino, il Ghirlandaio, il Vecchietta, Antoniazzo Romano e lo Spagna. Si deve proprio al Ghirlandaio la splendida pala dell’Incoranazione della Vergine (1486) custodita nella Sala Consigliare del Palazzo Comunale. Altri monumenti sicuramente degni di nota presenti nel centro storico della città sono: Palazzo Scotti, affrescato dallo Zuccari nel 1581; i Giardini di San Bernardo, dai quali si può ammirare la splendida vallata del fiume Nera, e dai quali si accede anche ai Sotterranei di San Domenico, l'antica Chiesa di San Domenico, oggi sede della biblioteca e dell'archivio di stato; la Chiesa di Santa Restituta con il complesso conventuale annesso; Sant'Agostino, del XIV sec., ricco di opere d'arte, e la Chiesa di S. Margherita, con un interessante ciclo di affreschi attribuito al Pomarancio. La possente Rocca Albornoz predomina il promontorio ed è ben visibile in tutta la valle. Costruita intorno al 1370 da Ugolino di Montematre per commissione de card. Egidio Albornoz e recentemente restaurata, é, insieme al già citato Ponte d'Augusto, la protagonista indiscussa del paesaggio narnese. La città di Narni sa essere anche misteriosa e può mostrarvi il suo lato nascosto con una visita nei suoi meandri sotteranei. La Narni sotterranea nasce nei locali ipogei dell'antico complesso conventuale di San Domenico, con annessa chiesa protoromanica affrescata nel XIII e nel XV secolo, i resti di un impianto romano con cisterna con una cella ricca di graffiti fatti dai reclusi dal Tribunale dell'Inquisizione. Si passa poi nei sotterranei di Santa Maria Impensole: originaria chiesa dell' VIII secolo, a tre navate, costruita sui resti di un tempio romano. Trasformata in cripta nel XII secolo conserva ancor oggi due cisterne di età romana. Seguono i sotterranei dell'acquedotto romano della "Formina": è possibile effettuare un percorso interno dei Trafori di San Biagio, San Silvestro e del Monte Ippolito. Sotto Piazza Garibaldi è situata infine una grande cisterna altomedievale detta Lacus, con volte in pietra concia e resti del pavimento in opus spicatum.



Il Comprensorio dell'Amerino, si estende fra il territorio della Conca ternana a sud ed Orvietano a nord. Il paesaggio è caratterizzato da situazioni morfologiche molto differenti con panorami magnifici che vanno dalla fertile pianura alluvionale della collina, fino alla boscosità delle foreste. La natura trova momenti di esaltazione nell’Oasi di Alviano, nel Parco Fluviale del Tevere, che condivide con il territorio orvietano, e nel Parco del Rio Grande. Le foreste sono piene di alberi di leccio, quercia, farnia e carpino. A nord, nella zona del Comune di Avigliano Umbro, si possono ammirare centinaia di ettari di castagneti. La flora del sottobosco, è ricca, tra l'altro, di numerose specie di felci, di orchidee spontanee (protette), di fragole e funghi. Le campagne e boschi sono segnati da numerosi sentieri che tracciano percorsi interessanti per gli appassionati di trekking a piedi o a cavallo. I Parchi di San Silvestro (Fornole), della Cavallerizza (Amelia) e dell'Aiola (Guardea) offrono, nel bosco, ampi spazi attrezzati per piacevoli soste e per l'osservazione naturalistica. Il territorio è impreziosito da molti centri minori (Giove, Penna in Teverina, Alviano, Attigliano, Lugnano in Teverina, Montecastrilli, Toscolano, Collicello, Santa Restituta, Sismano, Castel dell’Aquila), tutti intatti nella loro atmosfera medievale e con notevoli resti di torri, castelli e mura antiche. Gli antichi popoli italici e poi i Romani, che hanno abitato questa parte della provincia, hanno lasciato grandiose e significative testimonianze. Spettacolari sono le mura poligonali di Amelia. Espressione dell’ingegneria idraulica dei Romani sono le cisterne. Notevole esempio dell’arte di questa civiltà è la bella statua del Germanico collocata nel locale Museo Archeologico. Nell’ambito dell’archeologia s'inserisce la Foresta fossile di Dunarobba, un sito paleontologico tra i più importanti nel mondo. L’arte trova momenti di vera grandezza nella raffinata Collegiata di Lugnano in Teverina. Non va poi dimenticato il Castello di Alviano e la Torre Civica di Amelia, splendidi esempi di architettura. La gastronomia gioca un ruolo di prima piano: la selvaggina, le palombe alla leccarda, i fichi ripieni di antica tradizione, sono un’eccellenza della cucina locale. Feste tradizionali e folkloristiche rimandano alle tradizioni del Medioevo come il Palio dei Colombi e la Rievocazione storica degli Statuti Amerini di Amelia.

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