Narni, il medioevo sottosopra | Umbria Experience
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Hai selezionato il sotto-tematismo Singoli reperti e altro: 6 eccellenze trovate nel comune
Tematismo: Archeologia, "L'altro particolare"
Sotto-tematismo: Singoli reperti e altro, Curiosità e rarità
Un eccezionale reperto di archeologia preistorica: di particolare suggestione sono i graffiti preistorici visibili sulla parete esterna della grotta: probabilmente simboli a carattere propiziatorio; si tratta di un doppio fallo e di una mezzaluna da alcuni interpretata come simbolo femminile.
Tematismo: "L'altro particolare", Archeologia
Sotto-tematismo: Curiosità e rarità, Singoli reperti e altro
Interessanti resti di grandi mammiferi appartenenti all'era quaternaria. Le zanne di elephas antiquus sono state rinvenute in loc. Taizzano. Inoltre sono visibili reperti litici del paleolitico.
Tematismo: Natura e Ambiente, Archeologia, "L'altro particolare"
Sotto-tematismo: Fonti e acque sorgive, Singoli reperti e altro, Sacro e profano, Sotterranei
Risale all'epoca preromana quando sul luogo venne eretto un luogo di culto dedicato alla dea Feronia. La sorgente, amata dai Narnesi, è di acqua leggerissima. Dietro la fonte si trovano un cunicolo e una grotta.
Tematismo: Archeologia, "L'altro particolare"
Sotto-tematismo: Singoli reperti e altro, Curiosità e rarità
Grande masso squadrato forse di epoca preromana e identificabile come ara sacrificale o, secondo alcuni, luogo di culto celtico. Altri lo dicono romano e affermano essere una pietra miliare lungo la Flaminia.
Tematismo: "L'altro particolare", Archeologia
Sotto-tematismo: Sotterranei, Singoli reperti e altro
Sotto la chiesa di Santa Maria Impensole sono visibili strutture romane, le fondamenta della primitiva chiesa e due cisterne romane
Tematismo: "L'altro particolare", Archeologia
Sotto-tematismo: Curiosità e rarità, Singoli reperti e altro
Una rarità assoluta: una mummia egiziana di 2500 anni fa. Si tratta del corpo di una donna di 20 anni conservata in un sarcofago dipinto appartenente a Ramose, figlio del sacerdote del dio Horu. Portata a Narni dal viaggiatore Martinori, è stata donata al Comune e ora collocata nel Museo della Città di palazzo Eroli.